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CHI SIAMO 

 

 

Umberto II di Savoia, l'ultimo re d'Italia, patrocinò l'Unione della Nobiltà d'Italia il 21 dicembre 1951

http://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_della_nobiltà_italiana

 

 

 

 

L'Unione della Nobiltà d'Italia (U.N.I.) è attualmente la più antica, e prestigiosa associazione, nobiliare, Italiana, fondata a Torino il 21 dicembre 1951 da alcune famiglie Nobili Italiane, in qualità di ente privato, creato per tutelare i discendenti di coloro che avevano avuto concessione di un titolo nobiliare (e di uno stemma gentilizio, o di cittadinanza).
L'U.N.I. è inoltre ente amministratore del più alto numero di repertori, nobiliari, periodici, Italiani, in commercio, nonché l'unica organizzazione nobiliare ad assegnare l'onorificenza denominata:
<<CORONA DELL'UNIONE DELLA NOBILTA' D'ITALIA>>, attraverso formale cerimonia.
L'U.N.I. oltre a riunire la nobiltà italiana, e investigare con formali accertamenti le richieste relative ai titoli nobiliari già esistenti, è inoltre l'ente nobiliare Italiano, che sino al 1980, anno della fusione col Corpo della Nobiltà Italiana (C.N.I.) silenziosamente e discretamente svolse appunto un'azione caritativa in favore dei nobili che non avevano mezzi di fortuna, nonchè di organizzazione giovanile. Ma vedute le tante difficoltà organizzative e organiche, che purtroppo ormai dal 2004 affliggono proprio il Corpo della Nobiltà Italiana (C.N.I.); veduto infatti la difficoltà di emettere gli ultimi due bollettini interni, dalla periodicità quadriennale, che dovevano disciplinare proprio l'organigramma del predetto C.N.I., veduto inoltre lo scandalo dei provvedimenti nobiliari, riconosciuti ad alcune famiglie Italiane dal C.N.I. ma inspiegabilmente subito dopo revocati, evento, che ha infatti portato la fuoriuscita di alcune delegazioni regionali, come l'associazione della Sardegna, che nel novembre 2010 ha infatti abbandonato il Corpo della Nobiltà Italiana «proprio a seguito di profonde divergenze in tema di riconoscimento di diritti nobiliari»; vedute infine le tante pressioni dei molti nobili scontenti, e tanti delusi, ex membri del C.N.I; congiuntamente alla carenza di tutela dei diritti nobiliari da parte dello Stato Italiano, espressamente sancita dalla XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica, un gruppo di gentiluomini italiani fra i quali proprio alcuni studiosi di storia, diritto, discipline araldiche e genealogiche, riunitosi a Torino in gennaio 2012 a Palazzo Carignano, a seguito dei predetti fatti, ha quindi concertato di procedere alla riorganizzazione di quell'originario, lodevole ente privato, che oltre ad assistere, supportare, moralmente ed economicamente, le famiglie nobili Italiane in difficoltà, abbia anche a tal fine la difesa dei loro diritti, nei limiti consentiti dalle norme vigenti. In origine l'idea di un ente così strutturato, piacque alla Maestà del Re Umberto II come testimonia l'udienza concessa ai promotori dell'iniziativa del 29 settembre 1954, di approvare i concetti programmatici dell'indirizzo dianzi menzionato. Onde in Assemblea Generale tenuta a Roma il 3 marzo 1957 fu di fatti costituito il Corpo della Nobiltà Italiana, come libera associazione di Nobili Italiani, approvandone contemporaneamente l'ordinamento ed il regolamento, in tempi successivi aggiornati o emendati. La ricostituzione dell'Unione della Nobiltà d'Italia, è quindi formalmente avvenuta a Torino il 28 marzo 2014, presso la storica sede di via Magenta n. 61 con lo scopo di ripristinare quella lodevole azione di assistenza economica, e supporto materiale alle famiglie nobili Italiane in difficoltà. A tal fine l'U.N.I. si articola più semplicemente in tre Delegazioni Nobiliari Regionali, (Nord-Centro-Sud). L'U.N.I. si attiene nei propri accertamenti nobiliari, determinazioni, pronunce e procedure, espressamente previste dal presente statuto, all'ultimo Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano (approvato con Regio Decreto 7 giugno 1943 n.651) includendo la Regia Prerogativa in materia di titoli, e riconoscimenti nobiliari. L'U.N.I. a tal fine, ha quindi anche il compito di investigare e accertare le effettive spettanze nobiliari, sull'esempio della passata Consulta Araldica del Regno d'Italia, nel suo organo centrale e locale, vale a dire Presidenza, Giunta, e Commissioni Nobiliari Regionali. L'associazione accerta e riconosce la validità dei diritti, le effettive qualifiche nobiliari, al fine della registrazione nell'apposito Libro d'Oro della Nobiltà Italiana-serie aggiornata e nell'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana-serie aggiornata. La funzione della ricostituita U.N.I. non è però quella di creare, o meglio concedere, dei nuovi titoli nobiliari che prima non esistevano (facoltà unicamente di Regia prerogativa); ma solo quella di accertare l'effettiva veridicità, e validità dei diritti nobiliari dichiarati, nonchè delle domande che le vengono sottoposte, proprio relativamente all'esatta spettanza di titoli, stemmi, e ramificazioni di ciascuna famiglia, che già esistevano sotto il Regno d'Italia. I provvedimenti dell'associazione, nelle intenzioni dei soci, si prefiggono quindi di supportare finanziariamente le famiglie nobili Italiane in difficoltà, ma attraverso l'accertamento dei reali titoli, ed effettive spettanze nobiliari, proprio al fine di evitare abusi, omonimie, ed errori. L'U.N.I. è quindi oggi (dalle concertazioni del gennaio 2012), accreditato quale ente nobiliare, assistenziale, storico, morale, riconosciuto, ed accettato dai Nobili Italiani, al fine di supportare e salvaguardare anche i loro legittimi diritti storici. 

A tal fine l'U.N.I. promuove anche studi, ricerche ed iniziative dirette al conseguimento dei fini sociali, compresa la pubblicazione, distribuzione e divulgazione di libri storici nonché la conoscenza dei beni artistici e culturali. Collabora con analoghe associazioni nazionali, estere, internazionali ed in particolare europee aventi analoghe finalità. Essa è una istituzione culturale, apolitica, di carattere scientifico e soprannazionale, che si propone di raggiungere gli obiettivi sotto indicati, al fine di rappresentare l’importanza storica della Nobiltà italiana che discende dagli ampi contributi offerti dalle famiglie nobili alla cultura, all’arte e allo sviluppo del nostro paese.
Scopi dell’Unione della Nobiltà d'Italia sono in conclusione:

 

- rappresentare in un corpo organizzato e con una sola voce i discendenti delle famiglie nobili italiane.

 

- ampliare gli studi finalizzati a una corretta ed esaustiva rappresentazione delle famiglie nobili italiane;

 

- contribuire alla diffusione e alla divulgazione dei principi storici e morali derivanti dal patrimonio storico, sociale, genealogico e araldico della Nobiltà Italiana; 

 

- combattere efficacemente il dilagare di falsi, eventualmente anche mediante azioni legali nei confronti dei responsabili, con possibilità di costituirsi parte civile nei relativi procedimenti, ove ve ne siano i presupposti.
-Aiutare, economicamente, legalmente, e moralmente, le famiglie nobili Italiane.
L'Art. 1 del proprio Regolamento interno, sancisce infine che: <<L'U.N.I. deve sempre essere fedele all'assetto programmatico e statutario del Regno d'Italia, in materia di organi elettivi, e delibere per quanto concerne i riconoscimenti nobiliari>>. Per questo motivo l'U.N.I. è di fatto l'ente, le cui procedure nobiliari e statutarie, sono l'unica, fedele, continuazione, aggiornata, dell'ordinamento nobiliare del Regno d'Italia, adottando quindi stesse deliberazioni, regolamenti, e massime dello statuto Albertino.

 

 

Lo Statuto e l'organigramma dell'U.N.I. sono stati elaborati sullo Stato Albertino

Organigramma semplificato dello statuto Albertino.

 

Organigramma semplificato dello statuto Albertino. 

Organigramma semplificato dello statuto Albertino.

Lo Statuto del Regno d'Italia, o Statuto Fondamentale della Monarchia Sabauda del 4 marzo 1848 (noto come Statuto Albertino dal nome del re che lo promulgò, Carlo Alberto di Savoia), fu la costituzione adottata dal Regno sardo-piemontese il 4 marzo 1848 a Torino. Nel preambolo autografo dello stesso Carlo Alberto viene definito come «Legge fondamentale perpetua ed irrevocabile della Monarchia sabauda». Il 17 marzo 1861, con la fondazione del Regno d'Italia, divenne la carta fondamentale della nuova Italia unita e rimase formalmente tale, pur con modifiche, fino al biennio 1944-1946 quando, con successivi decreti legislativi, fu adottato un regime costituzionale transitorio, valido fino all'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, il 1º gennaio 1948. Lo Statuto Albertino, nonostante non abbia natura di fonte legislativa sovra ordinata alla legge ordinaria, può essere considerato a tutti gli effetti un primo esempio di costituzione breve.

 


ANNIVERSARIO U.N.I.

 

Lo statuto dell'U.N.I. fissa i festeggiamenti dell'ente in data 21 dicembre di ogni anno.
Il 21 dicembre 1951 venne infatti fondata a Torino l'Unione della Nobiltà d'Italia, col patrocinio di S.M. Umberto II di Savoia Le celebrazioni annuali degli Anniversari, prevedono visite e ricevimenti presso le dimore della Real Casa d'Italia.

 

 

 

La storica sala in Palazzo Carignano (TORINO), ove sono avvenute le concertazioni per
rinascita dell'UNIONE DELLA NOBILTA' D'ITALIA (U.N.I.)

 

L'attuale statuto dell'U.N.I.